Like a Rolling Stone

In un’epoca di disaffezione alle parole scritte – specie quelle scritte sui giornali – sembra incredibile poter celebrare il mezzo secolo di una rivista. Eppure così è stato, due anni fa, nel 2017, per “Rolling Stone”. Rivista “leggendaria” se mai ce n’è stata una, fondata in piena rivoluzione controculturale, a San Francisco, nel 1967, dall’uomo che poi per anni l’avrebbe diretta con piglio per metà barricadero e per metà disinvoltamente imprenditoriale: Jann Wenner.

Ancora oggi le interviste di “Rolling Stone” sono quasi un genere letterario a sé stante, e dentro quelle pagine sono passate tutte (non per modo di dire) le star della musica e del cinema. Ma arrivando più vicini a noi: da ormai diversi anni, in differenti incarnazioni editoriali, “Rolling Stone” è una presenza costante – e per fortuna tutt’altro che rassicurante – anche della scena italiana. Per questo siamo felici di annunciare la partnership tra il magazine della pietra che rotola e S O L O, e quindi la nascita del canale “SOLO Rolling Stone”.

«Qualunque suono esca da uno speaker», dice Alessandro Giberti, direttore dell’edizione italiana, «esercita un’attrazione naturale su noi di Rolling Stone. La parola non fa eccezione: ecco perché dopo aver lanciato i podcast abbiamo pensato che il progetto di S O L O sposasse in pieno la nostra vocazione al rumore. Il rumore però deve essere ordinato e veicolato in informazione interessante e accessibile a tutti. Il nostro compito sarà questo: fare da filtro tra il caos e l’armonia».

(Per ascoltare il canale “SOLO Rolling Stone” su Alexa, attiva la sua skill attraverso la app sul tuo smartphone, e poi usa l’invocation: «Alexa, lancia SOLO Rolling Stone». Su Googlle Home, lancia seplicemente l’invocation «OK Google, parla con SOLO Rolling Stone»).

  • Share post